Con un non trascurabile spirito natalizio il Governo e lo stesso Parlamento pongono alla nostra attenzione un cadeaux di non poco conto, quanto inaspettato: la miniriforma del D. Lgs. n. 81/2008, meglio noto come testo unico in materia di igiene e sicurezza del lavoro.


Infatti, è di pochi giorni, l’approvazione della legge di conversione del D.L. n. 146/2021 (cd decreto fisco-lavoro), che reca una serie di puntuali modifiche a ben 14 articoli, oltre all’allegato I, introducendo, ipso facto, nuovi e importanti obblighi per le imprese, ridisegnando, anche se parzialmente, il ruolo del preposto e assegnando un ruolo di primo piano all’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel settore della vigilanza e del controllo.


L’appellativo di miniriforma è più che giustificato dalla portata delle innovazioni introdotte, ovvero:
• Implementazione e revisione delle attività formative, informative e di addestramento;
• Maggior enfasi al ruolo del preposto, la cui designazione diviene obbligatoria;
• Ruolo di primo piano per Ispettorato Nazionale del Lavoro relativamente alle competenze di vigilanza ed ispezione (in precedenza esclusive dei Dipartimento di Prevenzione delle aziende sanitarie);
• Potenziamento del potere di sospensione dell’attività in presenza di gravi violazioni in materia di sicurezza del lavoro;
• Rilancio del ruolo degli organismi paritetici.
Con l’intento di approfondire i diversi temi introdotti e di aggiornare tutti i follower dello Studio Arcadia, iniziamo dall’introduzione di quello che chiameremo:


il Super Preposto

Il preposto, già centrale nel sistema aziendale della prevenzione, ancorché sovente senza una spiccata consapevolezza in termini di funzioni e responsabilità, viene spinto in un angolo dal nuovo provvedimento, con il chiaro intento di rendere questa figura concretamente operativa e consapevole.


Perché è fuor di dubbio che è dal coinvolgimento attivo del preposto che passa la risoluzione di molte problematiche di sicurezza.
Al preposto vengono affidati nuovi e più tempestivi poteri di intervento ai fini della sicurezza sul lavoro.
In base alle nuove disposizioni gli viene assegnato, oltre all’obbligo di vigilanza, quello di intervenire per modificare il comportamento non conforme alle disposizioni e istruzioni impartite da datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale. In caso di mancata attuazione di tali disposizioni, ha il potere/obbligo di interrompere l’attività del lavoratore inadempiente e informare i superiori diretti.
Analogo obbligo di interruzione temporanea dell’attività, con segnalazione a datore di lavoro e dirigente, ricorre nel caso rilevi deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro ovvero in presenza di ogni condizione di pericolo.


I preposti, in caso di inosservanza di tali obblighi, sono penalmente perseguibili, con l’arresto fino a due mesi o l’ammenda da 491 a 1.474 euro.
Il datore di lavoro, che ometta la nomina del preposto, è sanzionato con l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.500 a 6mila euro.


A loro volta i datori di lavoro che svolgano attività in regime di appalto o subappalto devono indicare espressamente al committente o all’appaltatore chi svolge la funzione di preposto. La violazione è sanzionata in modo analogo alla mancata nomina di questa figura.
Parallelamente alla precisazione delle funzioni di questa figura, il nuovo articolo 18 indica che i contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento, aggiuntivo alla retribuzione ordinaria, spettante al preposto per lo svolgimento delle nuove attività, per le quali non può subire pregiudizio.


Infine, con una modifica dell’articolo 37, viene stabilito che l’addestramento di tutti i lavoratori, compresi i dirigenti, deve consistere in una prova pratica per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, nonché, tramite una esercitazione, delle procedure del lavoro in sicurezza.
In ogni caso, viene precisato che gli interventi di addestramento devono essere tracciati in apposito registro.
Le attività di formazione riservate al preposto, invece, devono essere svolte interamente con modalità in presenza e ripetute con cadenza almeno biennale, ovvero ogni qualvolta lo richieda l’evoluzione dei rischi già noti o l’insorgenza di nuovi.


Viene altresì stabilito che entro il 30 giugno 2022, la Conferenza Stato-Regioni dovrà adottare l’accorpamento, rivisitazione e modifica degli accordi attuativi del testo unico tenendo conto delle nuove disposizioni. L’accorpamento dovrà individuare:
• la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione obbligatoria, estesa anche al datore di lavoro;
• la verifica finale di apprendimento di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
• le verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

Questo anno volge al termine in bellezza, o almeno sembra finora, con nuove e altresì importanti aggiornamenti.
Il nostro scopo rimane quello di rendere chiari e leggibili emendamenti e leggi che rischiano di essere persi di vista nei meandri della legislazione.
Il nostro team è a disposizione per allineare la tua attività e fornire il supporto di cui avrai bisogno.


Dott. Pablo Cinci