Sospensione dell’attività imprenditoriale – Circ. INL n. 3 del 9.11.2021
La Circolare INL del 9 novembre 2021, n. 3, in riferimento al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, chiarisce l’ambito di applicazione del nuovo art. 14 del Testo Unico Sicurezza.
Circa le condizioni per l’adozione del provvedimento la circolare specifica come, a differenza della previgente formulazione, in cui si evidenziava la “possibilità” e, quindi, la discrezionalità di adottare il provvedimento da parte degli “organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali”, ora, è evidenziata l’assenza di ogni forma di discrezionalità da parte dell’Amministrazione.
Quest’ultima potrà soltanto valutare la possibilità di differire l’esecuzione della sospensione ad un momento successivo, cioè dalle ore dodici del giorno lavorativo successivo ovvero dalla cessazione dell’attività lavorativa in corso, salvo i casi di pericolo imminente come disposto dal comma 4 dell’art. 14.
In riferimento all’adozione del provvedimento per lavoro irregolare, la circolare in commento ribadisce quale importante novità, il passaggio dal precedente 20% all’attuale 10% dei lavoratori irregolari presenti sul luogo di lavoro al momento dell’accesso ispettivo.
L’irregolarità deriva dall’omessa comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro.
Non potranno dunque essere considerati irregolari i lavoratori rispetto ai quali non è richiesta la comunicazione, come avviene nelle ipotesi di coadiuvanti familiari ovvero dei soci, per i quali è prevista unicamente la comunicazione all’INAIL ex art. 23 D.P.R. n. 1124/1965.
Circa la categoria di “lavoratore” occorre far riferimento alla nozione di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 81/2008.
Quindi, rientrano nella suddetta classificazione, i collaboratori familiari, anche impegnati per periodi inferiori alle dieci giornate di lavoro, i soci lavoratori cui non spetta l’amministrazione o la gestione della società, non disponendo dei poteri datoriali tipici.
Infine, viene ribadita nel nuovo testo l’esclusione del provvedimento di sospensione per lavoro irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti l’unico occupato dall’impresa
Rilevante, inoltre, è il riferimento “all’accesso ispettivo”, ciò vuol significare che, ogni regolarizzazione dei lavoratori nel corso dell’accesso sarà del tutto ininfluente e, pertanto, il provvedimento verrà comunque adottato.
Il provvedimento di sospensione deve essere adottato anche tutte le volte in cui sono accertate gravi violazioni in materia di salute e sicurezza individuate tassativamente nell’Allegato I al decreto-legge, senza la necessità che si tratti di infrazioni reiterate.
La sospensione riguarderà la singola unità produttiva rispetto alla quale sono stati verificati i presupposti per la sua adozione mentre, con riferimento all’edilizia, la sospensione riguarderà l’attività svolta dall’impresa nel singolo cantiere.
Nel caso delle violazioni di cui ai numeri 3 e 6 dell’allegato I e, in particolare nel caso in cui il datore di lavoro abbia:
• omesso la formazione e l’addestramento;
• omesso di fornire i necessari dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto;
l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa riguarderà soltanto i lavoratori interessati dalle violazioni.
Durante il periodo di sospensione il datore di lavoro dovrà, in ogni caso, adempiere agli obblighi retributivi e contributivi.
In conclusione, la sospensione cesserà al momento della revoca del relativo provvedimento la quale potrà essere disposta o al momento della regolarizzazione dei lavoratori irregolari oppure, nelle ipotesi di sospensione per gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, qualora il datore di lavoro ripristini le regolari condizioni di lavoro, adottando il comportamento eventualmente oggetto di prescrizione obbligatoria.
In ogni caso, il datore di lavoro dovrà provvedere al pagamento di una somma il cui importo è calcolato in riferimento al numero dei lavoratori irregolari e, in particolare, è pari ad € 2.500,00 se il numero dei lavoratori non è superiore a cinque o di € 5.000,00 se superiore.
Nei casi di sospensione per motivi di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro la somma aggiuntiva è indicata nell’Allegato I.
Le suddette somme potranno essere raddoppiate o ridotte al verificarsi di particolari circostanze.
Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

Piombino, 04/01/2021


Avvocato Annika Cinci