Sometimes They Come Back

(a volte ritornano)

Questa volta non è un racconto di Stephen King, né il remake cinematografico dell’omonimo film degli anni ’90.

E’ ufficiale, come il riproporsi di atavici incubi da cui si sperava di essersi liberati, anche l’amianto è tornato.

In un periodo durante il quale può essere messa in discussione qualsiasi cosa, da parte di chiunque, perché non riabilitare l’antico e mai tramontato asbesto ?

Si tratta, come noto, di un ottimo materiale, versatile, resistente e a basso costo, uno dei pochi minerali che abbiamo anche nel nostro Paese in discrete quantità.

Il suo nome è di per se indicativo: asbesto, dal latino asbestos, che deriva dal greco ἄσβεστος ossia “inestinguibile“.

Può sembrare incredibile, ma la notizia purtroppo è vera; dopo essere stato messo al bando in praticamente tutti gli stati del mondo (in Italia lo è grazie alla Legge n. 257/1992), negli Stati Uniti (dove era praticamente proibito dal 1989) l’uso di questo materiale viene reintrodotto.

Tecnicamente il primo giugno, l’EPA (Environmental Protection Agency) ha promulgato uno “SNUR” (abbreviazione di Significant New Use Rule, v. link), che consente la produzione di nuovi prodotti contenenti amianto da richiedere e approvare dal governo federale (introducendo deroghe con particolare riguardo ai prodotti per l’edilizia). Inoltre, l’Agenzia ha, parallelamente, ridotto in modo significativo le modalità di valutazione del rischio per la salute e l’ambiente connesso con l’uso di sostanze chimiche potenzialmente dannose, oltre ad aver limitato a quindici tipologie di materiali contenenti amianto la sua valutazione, lasciando (ed è questo uno dei timori principali) libero l’uso per il resto.

Ma si raggiunge persino il grottesco con la creazione di uno specifico logo, con il volto del Presidente, apposto sulle confezioni di amianto da parte del più grande produttore di asbesto mondiale (una società russa).

Infine, si conclude con la spiegazione “scientifica” del Presidente circa la scelta compiuta: il bando dell’amianto sarebbe stato voluto dalla malavita. Infatti, in un libro “Art of Comeback” lo stesso Presidente afferma testualmente che “il bando all’amianto è una cospirazione guidata dalla malavita, in quanto le società che effettuano la rimozione dell’amianto vi sono spesso legate”.

In ultimo, precisando che, fortunatamente, il problema riguarda gli USA e non l’UE, mi sia consentito un breve commento.

Era la fine del ‘800, quando un medico inglese, Montaguer Murray, al Charing Cross Hospital di Londra, attribuì per la prima volta la morte di un suo paziente di 33 anni all’inalazione di polvere di amianto in una fabbrica che produceva tessuti, a questa morte se ne aggiunsero altre dieci: tutti operai che lavoravano nel medesimo reparto, quello della cardatura. Il rapporto di Murray uscì nel 1906 e indusse il governo britannico ad avviare un’indagine conoscitiva sull’amianto. L’indagine si concluse con un nulla di fatto. Ci sono voluti quasi 100 anni, un numero imprecisato di morti, una quantità infinita di dolore e di famiglie spezzate, per riuscire a bandire questo materiale, che ancora oggi, grazie alla sua grande diffusione, è presente nelle nostre città e nei posti di lavoro. Saranno necessari decenni e infiniti interventi di bonifica per eliminarlo definitivamente.

Reintrodurlo, con le conoscenze scientifiche odierne, significa, deliberatamente, mettere a rischio la salute di lavoratori e cittadini per molte decadi a venire.

A questo punto speriamo che dall’amianto, non si passi alla riabilitazione del fumo, del DDT, della trielina, del piombo tetraetile, ecc..

dott. Pablo Cinci

 

Di seguito il link che rimanda allo SNUR dell’EPA.

https://www.epa.gov/asbestos/federal-register-notice-proposed-snur-asbestos