La sentenza della Corte di Cassazione 20 luglio 2018 n° 34311 ridisegna i profili di responsabilità della figura del Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione.

In particolare, modificando una precedente interpretazione normativa, la Suprema Corte evidenzia come, nonostante l’assenza di una previsione normativa di sanzioni penali a carico del Rspp, esso può essere riconosciuto responsabile in concorso con il datore di lavoro o, anche a titolo esclusivo, del verificarsi di un infortunio, ogni qual volta, quest’ultimo sia riconducibile ad una situazione di pericolo che tale figura, in ragione della propria funzione, avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare.

Quanto sopra, sul presupposto del riconoscimento anche in capo al Rspp di una posizione di garanzia in relazione agli eventi che si verificano in conseguenza della violazione dei suoi doveri.

Infatti, il Responsabile del servizio di protezione e prevenzione ha l’obbligo giuridico di adempiere diligentemente all’incarico affidatogli, di collaborare con il datore di lavoro individuando i rischi connessi all’attività lavorativa e fornendo opportune indicazioni tecniche per risolverli.

Il datore di lavoro, dal canto suo, deve adottare tutte le misure idonee a neutralizzare il pericolo.

Pertanto, affinché il Rspp possa essere ritenuto responsabile è necessaria la compresenza di almeno due condizioni:

  • deve essere accertata la violazione di uno degli obblighi posti dalla legge in capo al Rspp stesso;
  • la suddetta violazione deve essere casualmente connessa al verificarsi dell’infortunio o all’insorgenza della malattia professionale.

Infatti, tale posizione di garanzia, contrariamente a quella più generale del datore di lavoro, richiede non solo che vi sia stata la violazione di una regola cautelare, ma è necessario che, a tale omissione, sia seguita la verificazione di un evento lesivo.

La Giurisprudenza chiarisce, come, difettando nel nostro ordinamento un’espressa sanzione nei confronti del Rspp, quest’ultimo non può essere ritenuto responsabile per il solo fatto di non aver svolto adeguatamente la propria mansione, ma, diversamente, esso può essere ritenuto penalmente responsabile, ogni qual volta, dal mancato compimento di un’azione doverosa, si verifichi l’evento tipico che tale azione avrebbe dovuto evitare.

Il datore di lavoro, invece, potrà essere ritenuto responsabile anche solo per la violazione di norme cautelari, indipendentemente, dal verificarsi dell’evento lesivo.

In caso di infortunio avvenuto in conseguenza della condotta omissiva del Rspp, il datore potrà essere ritenuto responsabile in concorso con quest’ultimo.

Infatti, il datore di lavoro, nonostante abbia delegato con atto rigoroso le proprie funzioni in materia, non perde la sua posizione di garanzia e responsabilità dovendo vigilare sull’attività del delegato (art. 16 D.Lgs 81/08).

Avv. Annika Cinci