Il tema è di quelli di non facile soluzione e riguarda la capacità di un’organizzazione di gestire un malaugurato evento emergenziale, in modo rapido e mettendo in salvo tutti i lavoratori, gli appaltatori ed i visitatori eventualmente presenti in azienda.

L’approccio classico è noto, nella stesura e implementazione del Piano di Emergenza Interno (PEI) a tutti gli operatori del settore:

 

  1. Prevedere gli scenari emergenziali, a partire da quelli più credibili;
  2. Delineare delle, per quanto possibile, semplici, procedure di intervento;
  3. Individuare i responsabili della gestione dell’emergenza in figure aziendali presenti, formate e addestrate;
  4. Formare tutto il personale riguardo alle procedure da seguire;
  5. Fare delle simulazioni periodiche, ben strutturate, verbalizzate e finalizzate a testare l’applicazione concreta di quanto “pensato” dall’organizzazione.

Ciò premesso, scendendo nel pratico, iniziano le criticità, proviamo ad indicarne alcune:

  1. In caso di evacuazione, ad esempio a seguito dello svilupparsi di un incendio, come riusciamo ad essere sicuri di aver evacuato completamente i luoghi di lavoro?
  2. In tale situazione, in che modo riusciamo ad individuare un eventuale soggetto rimasto intrappolato all’interno? Come lo localizziamo?
  3. Ma soprattutto, trovandosi in una situazione emergenziale, come riusciamo a fare tutto quanto necessario in tempo reale, ovvero in tempo per poter prestare dei soccorsi e recuperare un eventuale soggetto ferito o, comunque, in difficoltà?

Si tratta di un aspetto di non secondaria rilevanza, in particolare per la salvaguardia della vita umana, con necessità di evacuazione dei locali.

La soluzione può venire, come spesso accade, dalla tecnologia, in particolare dall’applicazione della tecnologia RFID o BLE (i beacon) per la geolocalizzazione delle persone (ad oggi utilizzabile con costi contenuti). In sintesi, al momento dell’ingresso in azienda viene consegnato al visitatore/appaltatore (i dipendenti lo possono avere già in dotazione e usarlo in luogo del badge) un dispositivo (un braccialetto, un portachiavi, ecc.) che lo identifica e lo localizza.

Da quel momento la posizione del soggetto è individuabile e, con delle applicazioni su tablet o smartphone, è possibile conoscerne la posizione con un minimo grado di approssimazione.

Inoltre, presso il punto di raccolta è presente un congegno che, “leggendo” la presenza del dispositivo, è in grado di verificare chi è effettivamente convenuto presso il punto di raccolta e chi, invece, è ancora all’interno della struttura, indicandone la posizione la massima. In tal modo, viene reso possibile un rapido intervento dei servizi di soccorso.

La tecnologia in questione è ormai consolidata e può essere ritenuta una best practice nel settore.

In qualità di esperti nel settore del Health and Safety Management proponiamo questa soluzione unitamente ad un nostro partner tecnologico di fiducia.

I nostri tecnici sono disponibili per qualsiasi informazione o incontro in proposito.