Con il D.L. 17 marzo 2020 n. 18, il legislatore prevede una tutela assicurativa Inail per i casi accertati di infezione da COVID – 19 in occasione di lavoro.

In via preliminare, occorre precisare come, sulla base del presupposto tecnico giuridico dell’equivalenza tra causa violenta e causa virulenta, l’infezione da nuovo coronavirus sotto l’aspetto assicurativo debba essere inquadrata e trattata come un infortunio sul lavoro.

La Circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020 interviene sull’argomento e precisa che, in generale, sono destinatari della tutela, i lavoratori dipendenti e assimilati, in presenza dei requisiti soggettivi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, nonché gli altri soggetti previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all’area dirigenziale) e dalle altre norme speciali in tema di obbligo e tutela assicurativa Inail.

Per tutti gli operatori sanitari, data l’elevata probabilità di entrare in contatto con il virus, esiste una presunzione semplice di origine professionale, la stessa è prevista anche per altre attività lavorative, condizionate ad un elevato rischio di contagio dovuto al costante contatto con il pubblico/l’utenza.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, si parla di lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi, operatori sociosanitari delle RSA, tassisti etc.

Le predette situazioni non esauriscono, però, l’ambito di intervento in quanto residuano quei casi, anch’essi meritevoli di tutela, nei quali manca l’indicazione o la prova di specifici episodi contagianti o comunque di indizi “gravi precisi e concordanti”, tali da far scattare, ai fini dell’accertamento medico-legale, la presunzione semplice.

Pertanto, laddove l’identificazione delle cause precise e delle modalità lavorative determinanti il contagio, sia problematica e non presunta, verrà applicata la procedura ordinaria di accertamento medico-legale, la quale si avvale soprattutto dell’elemento epidemiologico, clinico, anamnestico e circostanziale.

L’infezione da COVID-19 troverà tutela anche nel contesto di un infortunio in itinere.

Infatti, in quest’ultima fattispecie rientrano tutti gli incidenti e, non solo quelli stradali, in cui può incorrere il lavoratore assicurato durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.

L’accertamento medico-legale si avvarrà di altri elementi di asseveramento in aggiunta a quelli sopra richiamati e, in particolare, dell’esame della tipologia di mezzo utilizzato, del percorso e della frequenza degli spostamenti.

In conclusione, in caso di infezione o sospetto contagio da COVID-19 in occasione di lavoro, il medico che ha fornito la prima assistenza dovrà trasmettere telematicamente il relativo certificato di infortunio all’INAIL, mentre il datore di lavoro, come per ogni altro caso di infortunio, dovrà procedere alla relativa denuncia – comunicazione di infortunio ai sensi dell’art. 53 D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124.

La tutela decorrerà dalla conferma diagnostica e, nel caso in cui il soggetto fosse già in malattia, in quarantena o in isolamento fiduciario, la conferma regolarizzerà il caso e la tutela decorrerà dal momento dell’attestata assenza dal lavoro.

Quindi le prestazioni Inail sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.

I predetti eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico di cui agli articoli 19 e seguenti del Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019.

Nel caso di decesso del lavoratore spetterà ai familiari, ai sensi della disciplina vigente, anche la prestazione economica una tantum prevista dal Fondo delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. La prestazione è prevista sia per i soggetti assicurati con Inail che per quelli per i quali non sussiste il predetto obbligo.

22 aprile 2020

Avv. Annika Cinci