Ordinanza Cassazione Penale Sez. VI° n. 6321 del 5 Marzo 2020 

La nuova ordinanza emessa dalla Sez. VI penale della Suprema Corte ribadisce come, non siano rinvenibili nella legislazione vigente, specifici obblighi in capo ai Direttori dei lavori, nel campo delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili o di ingegneria civile.

La giurisprudenza, partendo da questo presupposto, ha ribadito più volte che, essendo generalmente il direttore dei lavori il soggetto incaricato dal committente di curare l’esatta esecuzione dei lavori, esso non è chiamato a svolgere un’attività specifica di sorveglianza tecnica attinente all’esecuzione del progetto, nell’interesse del committente.

Nel caso di specie, la Corte di Cassazione affronta il caso di un infortunio mortale accorso ad un lavoratore nel cantiere edile ove svolgeva la propria attività di manutenzione condominiale.

Il processo di primo e secondo grado aveva portato alla sentenza di assoluzione degli imputati, individuati nella persona del Direttore dei Lavori e dell’Amministrazione Condominiale, pertanto, gli eredi del lavoratore presentavano ricorso in Cassazione al fine di dimostrare la responsabilità del Direttore del Lavori per non aver controllato che, nel cantiere in cui svolgeva la propria mansione, venissero rispettate le disposizioni di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Gli Ermellini nel dichiarare l’inammissibilità del suddetto ricorso, richiamavano alcuni assodati indirizzi giurisprudenziali, affermando che, il Direttore del Lavori non avendo mai assunto, né dato corso, ad alcun impegno ai fini del controllo delle attività di cantiere e della sicurezza dei lavori in esso organizzati, non poteva essere ritenuto responsabile per l’infortunio in questione.

La Corte, allineandosi al consolidato insegnamento della giurisprudenza, ribadisce come “il direttore dei lavori esercita, per conto del committente, i medesimi poteri di controllo sull’attuazione dell’appalto che questi ritiene di non poter svolgere di persona, sicché ha il dovere, attesa la connotazione tecnica della sua obbligazione, di vigilare affinché l’opera sia eseguita in maniera conforme al progetto, al capitolato e alle regole della buona tecnica, senza che da tale attività derivi la sua corresponsabilità con l’appaltatore per i difetti dell’opera derivanti da vizi progettuali, salvo egli sia stato espressamente incaricato dal committente di svolgere anche l’attività, aggiuntiva rispetto a quella oggetto della sua normale prestazione, di verificare la fattibilità e l’esattezza tecnica del progetto”.

La Corte ha poi aggiunto, citando come precedente la sentenza n. 19646 del 08/01/2019,  che la responsabilità del direttore dei lavori può, eventualmente, essere estesa agli infortuni sul lavoro verificatisi nel corso dell’esecuzione dell’opera appaltata, nel caso in cui, al direttore dei lavori siano state espressamente attribuite ulteriori prerogative dirette a sovrintendere i lavori, con possibilità di impartire ordini alle maestranze, o quando, con i suoi comportamenti concludenti, si sia materialmente ingerito nell’esecuzione dei lavori.

Quest’ultima ipotesi in virtù del principio di effettività espresso all’articolo 299 dal D.Lgs. 81/18 (esercizio di fatto di poteri direttivi).

Avv. Annika Cinci