Ai fini del rilancio del famoso gioco a quiz “Lascia o raddoppia”, risultano di particolare interesse sia il comma 445, dell’articolo 1, della Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018), che la Circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) n. 2 del 14 gennaio 2019, oltre alla successiva Nota integrativa n. 1148 del 05 febbraio 2019, emanata dallo stesso Ispettorato. I citati riferimenti ci illustrano gli incrementi dell’apparato sanzionatorio introdotti dalla Legge di Bilancio 2019, all’interno della quale, presumibilmente nella ricerca di risorse economiche, l’apparato sanzionatorio, tra cui anche quello relativo alla sicurezza del lavoro, contenuto all’interno del D. Lgs. n. 81/2008, è incrementato del 10 %.

L’incremento annuale, cui, peraltro, ci avevano già abituato anche atri precedenti governi, questa volta ha del bizzarro. Infatti, parallelamente, all’aumento segue, appunto, la formula del lascia o raddoppia.

In sintesi, le “anzidette maggiorazioni sono raddoppiate laddove, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti”.

In altri termini, come indicato nel provvedimento legislativo al già menzionato comma 445, al fine di rafforzare l’attività di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, si ritiene una cd buona prassi incrementare le sanzioni e raddoppiarle in taluni casi, introducendo un’ipotesi di “recidiva”.

Ovviamente, scrivere un principio non è sufficiente, affinché questo sia anche applicabile nella prassi quotidiana.

Che significa essere stati destinatari di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti?

Nel merito, ci viene in aiuto la nota integrativa alla Circolare n. 2/2019 che introduce un’interessante precisazione, ovvero che trattasi di: ulteriore violazione dello stesso precetto già trasgredito nel precedente triennio.

Inoltre, chi è il soggetto destinatario delle maggiorazioni, ulteriormente raddoppiate?

Anche in questo ambito, la già menzionata Nota, precisa che il legislatore ha utilizzato la formula “datore di lavoro… destinatario di sanzioni amministrative o penali…”. Da ciò consegue che, ai fini della verifica sulla sussistenza della “recidiva”, il destinatario delle sanzioni va individuato unicamente nel soggetto che, nell’ambito della medesima impresa, ha rivestito tale ruolo (datore di lavoro, appunto).

Infine, ai fini della recidiva occorrerà far riferimento agli illeciti definitivamente accertati, secondo quanto ormai chiarito dalla giurisprudenza; la disposizione in esame non reca infatti formule di deroga al principio generale.

La definitività dell’illecito, come noto, consegue al passaggio in giudicato della sentenza emessa a seguito di impugnazione della medesima ordinanza.

Pertanto, chiarisce ancora la Nota dell’INL, “non può riconoscersi rilevanza agli illeciti per i quali il contravventore abbia adempiuto alla prescrizione effettuando i relativi pagamenti ai sensi degli artt. 20 e 21 del d.lgs. n. 758/1994”.

In estrema sintesi:

  • Le sanzioni in materia di igiene e sicurezza del lavoro ex D. Lgs. n. 81/2008, sono incrementate del 10 %;
  • Al quiz Lascia o raddoppia partecipano solo i datori di lavoro;
  • Ai fini dell’applicazione del raddoppio della sanzione è necessario verificare se il datore di lavoro, contravventore, sia già stato condannato nel triennio precedente per il medesimo illecito, con condanna passata in giudicato.

La paura è stata tanta, ma credo che a questo quiz non parteciperanno in molti.